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STABILIZZARE IL SAPERE PER SALVARE IL FUTURO
  

Roma, martedì 16 dicembre

Istituto Superiore di Sanità,  viale Regina Elena 229 - ore 10.00


Martedì 16 dicembre RdB-CUB P.I., Usi-RdB Ricerca e CUB Scuola hanno indetto presso l’Istituto Superiore di Sanità l’assemblea nazionale dei lavoratori precari di Scuola, Ricerca e Università per chiedere il rilancio di questi settori a partire dalla stabilizzazioni di tutti i precari.
Nel corso dell’assemblea, a cui è attesa la partecipazione di centinaia di delegati e lavoratori, interverranno il Senatore Pancho Pardi e l’Onorevole Leoluca Orlando. Verrà inoltre illustrata la proposta di legge elaborata dalla RdB-CUB mirata a riformare l’organizzazione del lavoro e dei metodi di reclutamento del sistema ricerca, partendo dalla valorizzazione del patrimonio di professionalità che già lavora negli Enti.
“Pensiamo che in questo momento Scuola Università ed Enti di Ricerca rappresentino il fronte avanzato della lotta contro la precarietà, non solo perché sotto attacco da parte del Governo, ma anche a causa delle trasformazioni che hanno costretto il lavoro intellettuale alla precarietà a vita”, spiega Cristiano Fiorentini della Direzione nazionale RdB-CUB P.I.
 “Di fronte ad una crisi economica grave come quella in corso – prosegue Fiorentini - il paese che decide di tagliare sui settori della Formazione e della Ricerca è senza futuro. Anche per questo Scuola, Università ed Enti di Ricerca non devono essere regalati ai privati, ma vanno invece rafforzati attraverso appositi investimenti pubblici e va data stabilità a tutti i precari che in questi settori rappresentano gran parte della forza lavoro. Il 16 dicembre sarà un importante momento di confronto e di discussione collettiva per analizzare questi temi, per rilanciare le lotte e costruire una prossima grande mobilitazione nazionale di tutti i precari del Pubblico Impiego”, conclude il dirigente sindacale.

 

 

Roma, 11 dicembre 2008



 
 

Domani, 27 novembre, i precari degli Enti di Ricerca si sono dati appuntamento a Roma davanti al Ministero della Funzione Pubblica per il presidio indetto da Usi-RdB. Nel corso della manifestazione i ricercatori intendono consegnare al Ministro Brunetta i loro curricula e le pubblicazioni scientifiche prodotte in tanti anni di precariato, a testimonianza del grande patrimonio di professionalità presente negli Enti.
I concorsi non sono una soluzione accettabile per i precari, che meritano di essere assunti a tempo indeterminato”, dichiara Claudio Argentini dell’USI RdB Ricerca. “Se lo sono meritato con anni di lavoro sfruttato e sottopagato, anni in cui sono stati continuamente sottoposti a verifica ed hanno consentito agli Enti di Ricerca di funzionare e di svolgere la propria missione istituzionale”.
Continua il dirigente sindacale: “Inoltre l’esperienza e le numerose indagini della magistratura ci hanno insegnato come il sistema concorsuale nel settore della ricerca e dell’università rappresenti un raffinato escamotage per favorire clientele e nepotismo. Ma il dettato costituzionale richiama anche la necessità che ad essere assunto nell’Amministrazione Pubblica sia il cittadino che meglio supporti la funzione dell’Amministrazione stessa. E nella ricerca pubblica il meglio sono i precari, che da anni costruiscono il futuro del paese”.
Per questo giovedì andremo da Brunetta - conclude Argentini  - e gli consegneremo un bel po’ di curricula di coloro che il Ministro non calcola o definisce capitani di ventura. Ed il 5 dicembre chiameremo i precari allo sciopero, su una piattaforma che prevede anche un’iniziativa di legge per mettere mano seriamente all’organizzazione del lavoro e al reclutamento negli Enti di Ricerca”.

 Roma, 26 novembre 2008

 
 
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DIFENDIAMO IL PUBBLICO IMPIEGO, DIFENDIAMO I DIRITTI

 
Catena Umana 11/03/2008
 

 RICERCA:RDB, DOMANI CATENA UMANA 'ANTI-BRUNETTÀ PRECARI ISS

(ANSA) - ROMA, 29 OTT - Una catena umana per resistere all«ondata Brunetta». È quella promossa per domani dal sindacato Usi-Rdb a sostegno dei precari dell'Istituto superiore di sanità (Iss). A sostegno della vertenza dei precari ISS, l'Usi-RdB ha infatti organizzato per domani, dalle ore 11.00, una catena umana che partirà dalla sede dell'Istituto e raggiungerà la Direzione Provinciale del Lavoro di Roma, dove si terrà un presidio dei lavoratori. La protesta, spiega il sindacato, è «contro tutti i provvedimenti del ministro Brunetta, che bloccano le stabilizzazioni e licenziano i precari della ricerca, per arrivare alla stabilizzazione di tutti i precari degli Enti di Ricerca, qualsiasi sia la forma contrattuale loro applicata». E proprio per domani, rende noto il sindacato, «presso gli uffici della Direzione Provinciale del Lavoro di Roma, si svolgerà il tentativo di conciliazione tra l'Iss e circa 300 precari, che chiedono venga loro riconosciuta la qualità di lavoro subordinato per il servizio svolto con contratti Co.co.co ed altre forme atipiche». L'ISS, sottolinea l'Usi-Rdb, «si avvale ormai da anni di questi lavoratori che, contrariamente a quanto previsto dai loro contratti, sono perfettamente interni all'organizzazione del lavoro dell'Istituto e svolgono le normali attività al pari dei loro colleghi di ruolo. Grazie a questi lavoratori l'ISS è infatti in grado di affrontare i compiti previsti dalla sua missione, comprese le attività istituzionali: dal controllo dei vaccini al controllo ambientale, le emergenze sanitarie e le ricerche di rilievo internazionale». Questi lavoratori, conclude il sindacato, «sono a pieno titolo dipendenti dell'ISS e devono pertanto avere un contratto che li restituisca alla legalità e garantisca i loro diritti finora negati».

 

RICERCA: DOMANI 'CATENA UMANA' DEI PRECARI ISS

(AGI) - Roma, 29 ott. - Domani, 30 ottobre, presso gli uffici della Direzione Provinciale del Lavoro di Roma, si svolgera' il tentativo di conciliazione tra l'Istituto Superiore di Sanita' e circa 300 precari, che chiedono venga loro riconosciuta la qualita' di lavoro subordinato per il servizio svolto con contratti Co.co.co ed altre forme atipiche. A sostegno della vertenza dei precari ISS l'Usi-RdB ha organizzato per domani, dalle ore 11.00, una catena umana che partira' dalla sede dell'ISS, in Viale Regina Elena 299, e raggiungera' la Direzione Provinciale del Lavoro di Roma, dove si terra' un presidio dei lavoratori. L'USI/RdB, spiega in una nota, "continuera' a lottare contro tutti i provvedimenti del Ministro Brunetta, che bloccano le stabilizzazioni e licenziano i precari della ricerca, per arrivare alla stabilizzazione di tutti i precari degli Enti di Ricerca, qualsiasi sia la forma contrattuale loro applicata. L'ISS si avvale ormai da anni di questi lavoratori che, contrariamente a quanto previsto dai loro contratti, sono perfettamente interni all'organizzazione del lavoro dell'Istituto e svolgono le normali attivita' al pari dei loro colleghi di ruolo. Grazie a questi lavoratori l'ISS e' infatti in grado di affrontare i compiti previsti dalla sua missione, comprese le attivita' istituzionali: dal controllo dei vaccini al controllo ambientale, le emergenze sanitarie e le ricerche di rilievo internazionale". Per l'Usi-RdB "questi lavoratori sono a pieno titolo dipendenti dell'ISS e devono pertanto avere un contratto che li restituisca alla legalita' e garantisca i loro diritti finora negati".

PRECARI: RDB-CUB, 300 DELL'ISS DOMANI FANNO CATENA UMANA

(AGI) - Roma, 29 ott.- Una catena umana di circa 300 precari per resistere alla 'ondata Brunetta': domani da Viale Regina Elena a via De Lollis, sede degli uffici della Direzione Provinciale del Lavoro, si svolge il tentativo di conciliazione con l'Istituto Superiore di Sanita', l'Iss. Lo si legge in una nota del sindacato di base Rdb-Cub in cui si precisa, "circa 300 precari chiedono venga riconosciuta loro la qualita' di lavoro subordinato per il servizio svolto con contratti Co.co.co ed altre forme atipiche". L'Iss, "si avvale da anni di questi lavoratori che - si dice - contrariamente a quanto previsto dai loro contratti, sono perfettamente interni all'organizzazione del lavoro dell'Istituto e svolgono le normali attivita' al pari dei loro colleghi di ruolo". Grazie a questi lavoratori "l'Iss e' infatti in grado di affrontare i compiti previsti dalla sua missione, comprese le attivita' istituzionali: dal controllo dei vaccini al controllo ambientale, le emergenze sanitarie e le ricerche di rilievo internazionale". Insomma, secondo le Rdb-Cub, "questi lavoratori sono a pieno titolo dipendenti dell'Iss e devono pertanto avere un contratto che li restituisca alla legalita' e garantisca i loro diritti finora negati".

 

29 ottobre 2008 - Adnkronos

SANITÀ: DOMANI CATENA UMANA PRECARI ISS CONTRO 'ONDATA BRUNETTÀ
MANIFESTAZIONE A ROMA A PARTIRE DALLA SEDE DELL'ISTITUTO


Roma, 29 ott. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Una catena umana per arginare 'l'ondata Brunettà. I precari dell'Istituto superiore di sanità (Iss) si sono dati appuntamento domani, a partire dalle 11.00, per manifestare contro i provvedimenti che bloccano la stabilizzazione dei lavoratori, messi a punto dal ministro per la Pubblica amministrazione e innovazione Renato Brunetta. La protesta partirà dalla sede dell'Iss, in viale Regina Elena 299, e raggiungerà la direzione provinciale del lavoro di Roma, in via Cesare De Lollis 12, dove si terrà un presidio dei lavoratori. Nella sede di via De Lollis domani si svolgerà il tentativo di conciliazione tra l'Iss e circa 300 precari, che chiedono venga loro riconosciuta la qualità di lavoro subordinato per il servizio svolto con contratti Co.co.co e altre forme atipiche. L'ente di ricerca, rileva una nota delle rappresentanze sindacali di base pubblico impiego-confederazione unitaria di base (Rdb-Cub), «si avvale ormai da anni di questi lavoratori che, contrariamente a quanto previsto dai loro contratti, sono perfettamente interni all'organizzazione del lavoro dell'Iss e svolgono le normali attività al pari dei loro colleghi di ruolo». «Grazie a questi lavoratori -sottolinea il sindacato- l'Iss è infatti in grado di affrontare i compiti previsti dalla sua missione, comprese le attività istituzionali: dal controllo dei vaccini al controllo ambientale, le emergenze sanitarie e le ricerche di rilievo internazionale». Dunque per il sindacato «questi lavoratori sono a pieno titolo dipendenti dell'Iss e devono pertanto avere un contratto che li restituisca alla legalità e garantisca i loro diritti finora negati». Allo stesso tempo la sigla sindacale coglie l'occasione per schierarsi «contro tutti i provvedimenti del ministro Brunetta, che bloccano le stabilizzazioni e licenziano i precari della ricerca, per arrivare alla loro stabilizzazione in tutti gli enti di ricerca, qualsiasi sia la forma contrattuale loro applicata».

29 ottobre 2008 - Apcom

Sanità/ Domani 'catena umana' precari dell'Iss a Roma
"Per resistere all'ondata Brunetta", in piazza Rdb Cub


Roma, 29 ott. (Apcom) - Non solo la scuola. Domani presso gli uffici della direzione provinciale del lavoro di Roma, scendono in piazza anche i circa 300 lavoratori precari dell'Istituto superiore di sanità che formeranno una 'catena umana' davanti all'Iss chiedendo che venga loro riconosciuta la qualità di lavoro subordinato per il servizio svolto con contratti Co.co.co ed altre forme atipiche. L'Iss, spiegano le Rdb Cub in una nota, si avvale ormai da anni di questi lavoratori che, "contrariamente a quanto previsto dai loro contratti, sono perfettamente interni all'organizzazione del lavoro dell'Istituto e svolgono le normali attività al pari dei loro colleghi di ruolo. Grazie a questi lavoratori l'Iss è infatti in grado di affrontare i compiti previsti dalla sua missione, comprese le attività istituzionali: dal controllo dei vaccini al controllo ambientale, le emergenze sanitarie e le ricerche di rilievo internazionale". Per l'Usi-RdB questi lavoratori sono a pieno titolo dipendenti dell'ISS e devono pertanto avere un contratto che li restituisca alla legalità e garantisca i loro diritti finora negati. A sostegno della vertenza dei precari ISS l'Usi-RdB ha organizzato per domani, dalle 11.00, una catena umana che partirà dalla sede dell'Iss, in Viale Regina Elena 299, e raggiungerà la direzione provinciale del lavoro di Roma, in via Cesare De Lollis 12, dove si terrà un presidio dei lavoratori.

RICERCA: PARTITO A ROMA CORTEO PRECARI ISS, OBIETTIVO STABILIZZAZIONE

Roma, 30 ott. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - È partito da pochi minuti il corteo dei precari dell'Istituto superiore di Sanità diretto verso la Direzione provinciale del lavoro di Roma, a poche centinaia di metri di distanza, in via Cesare De Lollis. Circa un centinaio di manifestanti con cartelli e striscioni contro la legge 133 e gli emendamenti 'ammazza-precarì chiedono la novazione del contratto, dalla forma attuale a quella di lavoratore dipendente. Il tentativo di conciliazione all'Ispettorato del lavoro riguarda circa 300 precari che chiedono il riconoscimento anche pregresso della loro posizione, ai fini dell'anzianità, ma sono disposti a rinunciare al corrispettivo economico. «La spesa per l'Iss - calcola Cristiano Fiorentini, sindacalista della Usi-Rdb ricerca - dovrebbe essere di circa 10 milioni di euro, in parte però già assorbita dagli stipendi corrisposti ai lavoratori. La nostra è una battaglia contro la precarietà. I ricercatori, non solo all'Iss, hanno spesso forme contrattuali atipiche che noi definiamo esternalizzate, quando non sono Co.co.co o assegni di ricerca. Il problema qui all'Iss riguarda 600 lavoratori, molti dei quali pur avendo contratti a progetto sono assegnati a servizi che hanno carattere continuativo». Fiorentini fa l'esempio del Centro di controllo vaccini «la cui equipe conta sei o sette ricercatori Co.co.co o esternalizzati, eppure - conclude - si tratta di un progetto che rientra nelle finalità istituzionali dell'ente».

RICERCA: FALLITO TENTATIVO CONCILIAZIONE TRA PRECARI ISS ED ENTE
IL SINDACATO, FAREMO RICORSO A GIUDICE DEL LAVORO E CONTINUEREMO PROTESTA


Roma, 30 ott. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - È fallito il tentativo di conciliazione tra i precari dell'Istituto superiore di sanità (Iss) e lo stesso ente. Stamattina l'incontro alla Direzione provinciale del lavoro, dove i precari in corteo sono giunti dalla sede dell'Iss con cartelloni e manifesti. A darne notizia è Cristiano Fiorentini, sindacalista dell'Usi-Rdb Ricerca. «L'Iss ha sostenuto il carattere di libera professione dei contratti in discussione. Noi abbiamo le prove del contrario - afferma all'ADNKRONOS SALUTE - e le porteremo davanti al giudice del lavoro. E oltretutto proseguiremo nella protesta».

 

RICERCA: ISS, CATENA UMANA PRECARI MA VERTENZA IN ALTO MARE

(ANSA) - ROMA, 30 OTT - Stamane hanno sfilato in oltre 300 per dire 'nò all'emendamento del ministro Brunetta che blocca la stabilizzazione dei precari degli enti di ricerca e per chiedere un riconoscimento dei propri diritti di lavoratori. Sono i precari dell'Istituto superiore di sanità (Iss), la cui vertenza resta però ancora in alto mare dopo l'esito negativo del tentativo di conciliazione con l'Iss appena terminato presso gli uffici della Direzione provinciale del lavoro di Roma. «Abbiamo formato una catena umana di oltre 300 ricercatori precari - ha affermato Cristiano Fiorentini del sindacato Rdb-Ricerca, che ha promosso l'iniziativa - che è culminata con un presidio presso gli uffici del lavoro». I precari chiedono venga loro riconosciuta la qualità di lavoro subordinato per il servizio svolto con contratti Co.co.co ed altre forme atipiche: «All'Iss - ha sottolineato Fiorentini - sono circa 600 i precari con contratti atipici ma che, nella realtà, lavorano essendo perfettamente integrati in Istituto da 3-10 anni e svolgendo anche compiti istituzionali». La conciliazione è però fallita: «L'amministrazione - ha detto Fiorentini - si è appellata alla natura del contratto co.co.co, che non prevede vincoli con l'Istituto. Questa - ha commentato - è una chiara mistificazione». La protesta dunque, annuncia il rappresentante sindacale, andrà avanti: «Proseguiremo con i ricorsi, al momento 300, e con le forme di lotta». Il punto, ha concluso Fiorentini, è che «il ministro Brunetta, con i suoi provvedimenti, insiste a non voler considerare la grande platea dei circa 8.000 ricercatori precari con contratti atipici che lavorano negli enti. Di questi ricercatori, ulteriore categoria rispetto a quelli con contratti a tempo determinato, finora si sono tutti completamente dimenticati».

 
CHE FA CONCILIA? 10/29/2008
 

Per dire a questo governo che i precari vanno assunti TUTTI e vanno assunti subito    


Il Governo dopo aver approvato una finanziaria che manda a casa i precari e decurta le piante affossando definitivamente la ricerca pubblica, oggi promette il nulla:

·      promette agli stabilizzandi la riserva del 40% ai concorsi che da anni sono legati ai soli pensionamenti e che oggi vengono ulteriormente ridimensionati ma non garantisce l’illicenziabilità

·      promette ai TD l’applicazione del contratto che prevede il rinnovo fino a 5 anni… e dopo?

·      dimentica completamente CoCoCo ed esternalizzati che per questo Governo sono e devono restare invisibili

              NOI NON CI STIAMO!

Nell’ambito delle iniziative di lotta contro la legge 133 Brunetta-Tremonti e art 37 Bis del collegato, che in questi giorni hanno visto la partecipazione numerosa di tutti i lavoratori ISS, il tentativo di conciliazione tra ISS e circa 300 CoCoCo rappresenta un’occasione per l’ISS, dopo anni di utilizzo improprio di questi lavoratori, di sanare questa aberrazione.

Nella conciliazione che si terrà presso l’ispettorato del lavoro i lavoratori chiederanno  il riconoscimento del servizio prestato negli anni per quello che realmente è stato e continua ad essere: lavoro subordinato a tutti gli effetti! E quindi valutabile ai fini del processo di stabilizzazione.


PER RENDERE VISIBILI GLI INVISIBILI

GIOVEDI 30 OTTOBRE ore 11.00 sulle scale dell'ISS

 
 

Appuntamento alle 9 sulla scalinata della portineria centrale. Scarpe comode, pochi pesi perché sicuramente ci sarà parecchio da camminare e la consapevolezza che a questo appuntamento così importante non si può proprio mancare. Si fa capolino un po’ timorosi e con la paura che magari molti stabilizzati “APPAGATI” dalla loro assunzione oggi potrebbero non essere presenti. Ti guardi intorno e vedi che ancora non c’è molta gente…poi però pensi che oggi c’è anche lo sciopero dei mezzi e quindi molti potrebbero essere andati direttamente a Piazza della Repubblica.
Il gruppo si fa sempre più numeroso e quindi alle 9.30 si parte. Molti di noi indossano un camice bianco a rappresentare il comparto ricerca. Si decide di passare all’interno della città universitaria e a piazza Aldo Moro si incontrano tutti gli studenti che si sono radunati per raggiungere il corteo.
Vedendoci passare con bandiere, megafoni e fischietti si lasciano andare ad un applauso lungo e sentito. Noi li riapplaudiamo sia per dar loro tutto il nostro appoggio ma soprattutto perché in molti di noi vedere loro è come tornare ventenni quando lottavamo per degli ideali in cui credevamo. Galvanizzati da questo episodio procediamo, sotto gli occhi incuriositi dei passanti, verso il raduno di Piazza della Repubblica.
E’ un trionfo di colori, di palloncini, di bambini, di insegnanti vestite da clown di camion festanti pieni di ragazzi. Inebriati da tanto colore e tanto rumore cerchiamo la nostra postazione e il nostro striscione a cui accodarci ma la gente è veramente tanta, come non se n’era mai vista malgrado tutti gli organi di informazione hanno boicottato questa grande manifestazione del sindacalismo di base, non dandole nessun risalto. Ma la vera sorpresa la troviamo lì dietro il nostro striscione…ci sono tutti, lo zoccolo duro anche questa volta è presente e l’emozione è fortissima perché adesso c’è un ideale da portare avanti. Si indossano allegramente i fratini verdi con la scritta “giù le mani da ricerca e università” e ci si prepara a partire ma siamo talmente tanti che dobbiamo aspettare il nostro turno visto che l’inizio del corteo è già a Piazza San Giovanni. Proprio mentre aspettiamo di partire comincia a diluviare in una sorta di ambientazione giusta per ribadire il detto”piove governo ladro”.  Zuppi in modo inverosimile nessuno abbandona la sua postazione e con i nostri ombrellini che fanno tanto colore ci apprestiamo  a prendere posizione dietro il nostro striscione sommersi da una marea di giovani che sono lì ad urlare la loro rabbia contro il decreto Gelmini. La pioggia non ci abbandona mai e anche con un po’ di fatica in più per qualcuno di noi considerando gli anni che passano (abbiamo cominciato questo percorso che eravamo giovani e forti) arriviamo nella mitica Piazza San Giovanni con l’orgoglio di esserci riappropriati della NOSTRA piazza ultimamente un po’ troppo inflazionata. Siamo bagnati, stanchi ma felici perché abbiamo visto sfilare insieme a noi co.co.co. , tempo determinato, personale di ruolo, capi reparto, stabilizzati e a loro abbiamo espresso la loro gratitudine per esserci. Ma in fondo noi ce lo aspettavamo perché chi ha vissuto per così troppo tempo,  sulla propria pelle  l’umiliazione, la non considerazione, la rabbia e l’indignazione non può improvvisamente sentirsi uno STABILIZZATO dopo anni e anni di lotte di mobilitazioni ma soprattutto di PARTECIPAZIONE. Noi eravamo lì e ancora ci saremo perché se qualcuno ci guarda negli occhi ci vedrà ancora impressa la paura di poter perdere il proprio posto di lavoro, la rabbia per essere stati considerati molte volte solo dei numeri senza nessun riconoscimento o merito. Ci vedrebbero anche la gioia provata quando una graduatoria ci dava la conferma che ce l’avevamo fatta, il pianto liberatorio dopo la firma dell’assunzione ma con la morte nel cuore per tutti quei  nostri colleghi, ma ormai amici, che mestamente piangevano in un angoletto dopo che una graduatoria li aveva dati per vincitori e poi una forza misteriosa li aveva rilegati nelle zone basse della graduatoria. Noi eravamo lì perché pur essendo solidali con i nostri colleghi che vivono una condizione altrettanto deprecabile di sottoinquadrati abbiamo sviluppato in tutti questi anni una sensibilità verso le ingiustizie e nei confronti di chi ancora non ce l’ha fatta come noi e che anzi in questo momento paradossalmente rischia addirittura il posto di lavoro. Ecco è proprio a loro che noi ci rivolgiamo  confermando tutto il nostro appoggio morale e esortandoli a non mollare mai affinchè vengano riconosciuti i loro diritti per anni calpestati  con la consapevolezza che noi saremo sempre lì a lottare con loro in prima linea. Io credo che sia proprio questo che ci rende così DIVERSI dagli altri e quindi sempre più NUMEROSI. L’altra sera ho sentito Roberto Saviano (da cui tutti noi dovremmo prendere esempio) fare una citazione e dire che quando si abbandona un ideale per cui si è lottato o lo si fa perché non ci si credeva veramente  o perché si è uomini piccoli…noi invece in questo ideale ci crediamo veramente e soprattutto siamo grandi uomini. 
Una stabilizzata precaria nell’animo.

 
 

Per la prima volta l’ha proclamata ‘Influnet’ dell’Istituto superiore di sanita’, il sistema di sorveglianza che viene “sospeso e rinviato a data da destinarsi” in considerazione delle attuali norme in discussione in tema di ricerca pubblica che, se approvate, priveranno — si legge sull’aggiornamento di oggi nel sito dell’Iss — l’Istituto superiore di sanità “dell’irrinunciabile contributo fornito da colleghi e colleghe che operano con contratti di lavoro a tempo determinato o di collaborazione coordinata e continuativa”. “Questa sorveglianza — prosegue il comunicato di protesta — come molte attività scientifiche di rilevante impatto in sanità pubblica, rischia di non poter essere più replicata, qualora non venisse garantito il futuro lavorativo di coloro che con grande impegno e passione l’hanno portata avanti fino ad oggi. La difficile decisione di sospendere la suddetta attività — conclude la nota — è volta da tutto il personale coinvolto nella organizzazione e realizzazione della stessa”.
FONTE:AGI