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Chi cerca la ricerca trova i PRECARI

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Chi cerca la ricerca… trova i precari!
Riprendiamo la discussione sulla precarietà nella ricerca
e sulla difesa della ricerca pubblica
Roma, lunedì 5 ottobre Aula Pocchiari Istituto Superiore Di Sanità, v.le Regina Elena 299 - ore 10:00 proiezione del film
“Cerca la Ricerca

A seguire dibattito con i lavoratori ed esponenti politici


CERCA LA RICERCA (IL DOCUMENTO)

Picture
Cos’è la Ricerca? Il dibattito sulla ricerca pubblica italiana si riaccende periodicamente conseguentemente a notizie che illustrano le scoperte del ”cervello” di turno emigrato all’estero perché vittima del sistema corrotto italiano. In genere quindi si finisce a parlare di ricerca con riferimento alle “eccellenze”, ai“cervelli”, al “merito”, ignorando (volontariamente?) la realtà ben diversa che conosce bene invece chi la ricerca la fa sul campo e la vive quotidianamente. In questo modo si conferisce alla ricerca un’aurea di nobiltà che contribuisce però ad allontanarla dal quotidiano, lontana dalla realtà di tutti i giorni. Qualcosa di cui parlare, ma che riguarda solo pochi eletti. Una modalità questa che consente peraltro di continuare a parlare di merito e meritocrazia in maniera funzionale alla campagna di controriforma del settore Pubblico. 

In realtà la Ricerca è cosa diversa dallo scienziato che si muove tra alambicchi fumanti e macchinari incomprensibili, o meglio, non è solo quello. La ricerca è composta da una fitta rete di ricercatori che mettono a disposizione di tutta la comunità scientifica il proprio lavoro ed i risultati da esso ottenuti, siano essi una grande scoperta o solo un piccolo tassello di un grande mosaico. È unendo i risultati di tutti che poi si riesce a costruire quella conoscenza che porta alle scoperte di rilievo. Il singolo “cervello” da solo non è in grado di arrivare a niente. Questo lavoro intellettuale inoltre si avvale dell’apporto di un numero rilevante di tecnici specializzati che svolge il lavoro manuale e contribuisce anche alla discussione scientifica in virtù della propria esperienza. Un lavoro che necessita di un supporto meno specializzato, ma non per questo meno importante che viene fornito dagli Operatori e che consente a ricercatori e tecnici di poter operare nel migliore dei modi possibile. Il tutto infine si appoggia su una macchina amministrativa che fornisce l’organizzazione logistica e gli strumenti indispensabili affinché si possa lavorare tutti i giorni.

Tutto questo è riassumibile in una sola parola: LAVORO.  Certamente un lavoro particolare, ma che non può in nome di questa particolarità sacrificare i diritti dei lavoratori, che sono poi coloro che la ricerca la fanno, concretamente. Ed invece questo è quello che è successo e quello che continua ad accadere. L’esempio più evidente è il fenomeno del precariato che peraltro è funzionale o, meglio ancora, direi connesso strutturalmente alla gestione baronale della Ricerca.

Per avere una Ricerca Pubblica migliore si dovrebbe cercare di creare un impianto complessivo che consenta ai ricercatori di poter mettere la propria intellettualità al servizio della scienza, liberi da legami che spesso si rivelano professionalmente mortali. Lo scopo dovrebbe essere quello di favorire un ambiente fertile e stimolante nel quale tutti danno il proprio contributo al lavoro collettivo e nel quale le eccellenze avrebbero modo di emergere e dare a loro volta un contributo, magari più significativo di altri.

Evidentemente la condizione essenziale per realizzare questo progetto è quella di maggiori investimenti. Troppo complesso per chi è impegnato a tagliare, tagliare, tagliare. Risulta più semplice invece parlare di piano per il ritorno dei cervelli fuggiti argomento che buca lo schermo, ma che poi alla resa dei conti si rivela pura propaganda in quanto il singolo ricercatore che torna aggiunge poco o nulla a quello che c’è oggi. Inoltre molto spesso questi ricercatori non tornano perché andrebbero a lavorare proprio nel contesto dal quale sono fuggiti. Quel contesto baronale che fa del precariato il miglior strumento di gestione del personale e che crea un sistema di clientele che si rivela asfittico per i giovani ricercatori negandogli autonomia e libertà intellettuale, oltre alla speranza di una vita senza scadenza.

A che cosa serve la Ricerca Pubblica Italiana?
La cosiddetta “mission” degli Enti di Ricerca italianiè variegata e comprende la Ricerca pura, funzioni di controllo, fronteggiamento delle emergenze.

La ricerca pubblica a chi deve rendere conto? Secondo noi alla cittadinanza e invece parla sempre di più con le aziende che ovviamente si muovono esclusivamente a scopo di lucro.

Non crediamo esista una scala di importanza nella quale collocare le funzioni sopra elencate, ma è necessario comprendere come tutte queste funzioni siano finora state dirette a garantire alla società tutta un beneficio. L’ISS sulla sanità, L’ISPRA sull’ambiente, l’ENEA sull’energia, il CNR a tutto campo, e l’elenco potrebbe continuare ancora a lungo, tutti questi enti hanno una funzione centrale in merito a questioni rilevantissime per tutto il Paese.

Il costante impoverimento del bilancio degli enti sta portando invece allo snaturamento degli enti stessi e della loro missione. L’esigenza di reperire fondi anche per garantire l’acquisto del materiale di base per lavorare porta gli enti a cercare finanziamenti esterni tra i quali sono in costante aumento quelli provenienti da aziende private, con conseguente indirizzo della ricerca verso gli interessi privati in luogo di quelli pubblici.

La politica del Governo in carica peraltro sta realizzando la riorganizzazione degli enti privandoli di alcune competenze con lo scopo di appaltarle ad aziende private. I recenti casi dell’ISPRA e dell’ENEA, tra l’altro collegati tra loro, sono emblematici in questo senso. Alla fine di questo processo i cittadini verrebbero privati di soggetti pubblici che agendo nell’interesse collettivo esercitano controllo su questioni rilevantissime in temi delicati come l’ambiente, o che svolgono ricerche che dovrebbero fornire soluzioni a problemi di grande interesse pubblico come ad esempio quello energetico che invece il Governo attuale ha già risolto rivolgendosi al nucleare con conseguenze sull’ambiente e sulla salute dei cittadini.

Per rilanciare e riformare il sistema ricerca ripartiamo da loro, dai lavoratori. È necessario partire dalla questione dei diritti che è alla base del sistema baronale che oggi gestisce la ricerca italiana. Attaccare il precariato significa togliere a coloro che hanno creato il sistema attuale uno degli strumenti principali che hanno consentito di costruire inattaccabili posizioni di potere fino ad arrivare a costituire una vera e propria lobby.

IL FILM

In questa direzione dovrebbero essere rivolte le discussioni sulla ricerca. Noi vogliamo rilanciare il dibattito su questi temi innanzitutto fra i lavoratori, ma anche con interlocutori politici ed esponenti della società civile. A questo scopo abbiamo deciso di documentare quella realtà che noi ben conosciamo, ma che fatica a trovare spazio nei media. Siamo andati sui luoghi che noi pratichiamo quotidianamente nei quali si materializza la ricerca ed assume i volti ed le voci di quelle migliaia di Ricercatori, Tecnici, Operatori e Amministrativi che SONO LA RICERCA.  Ci abbiamo parlato e gli abbiamo rivolto delle domande allo scopo di far comprendere che la ricerca è qualcosa di concreto. Perché la ricerca è fatta da persone che incarnano professionalità spesso frustrate, ma dietro alle quali ci sono storie umane con aspettative, speranze, che si infrangono quotidianamente contro il muro della precarietà a vita. 

Sono proprio queste persone che hanno costruito il film “Cerca la Ricerca”. Persone in carne ed ossa che raccontano la loro vita dedicata alla Ricerca e appesa ad un contratto fittizio, in nome di quella flessibilità, tanto sbandierata da tutte le parti politiche, della quale queste donne e questi uomini farebbero volentieri a meno, e che diventa anche un limite importante al voler dare nuova linfa alla Ricerca Pubblica Italiana.

Lo scopo del film è riportare all’attenzione della politica e dell’opinione pubblica una questione che è estremamente complessa, ma allo stesso tempo molto più terrena di quanto vogliano raccontarci.  Riaprire un dibattito che qualcuno ha chiuso con troppa fretta e che per quanto ci riguarda sarà il primo punto all’ordine del giorno di un autunno che ci ripromettiamo di rendere caldo.

 

Roma 21 settembre 2009



La Segreteria Nazionale USI/RdB Ricerca

 

Title.

 

Roma, martedì 16 dicembre
Istituto Superiore di Sanità,  viale Regina Elena 229 - ore 10.00


Appuntamenti

 
Venerdì 5 dicembre 2008
 
Sciopero degli Enti Pubblici di Ricerca



PER UNA RICERCA PUBBLICA E CONTRO LA PRECARIETÀ

PRESIDIO A MONTECITORIO DALLE ORE 10,00

 Il Governo va avanti per la propria strada con l’obbiettivo di smantellare la Ricerca Pubblica spacciando tagli strutturali per riforme, con la complicità dei Presidenti degli Enti, prospettano un futuro davvero difficile per la ricerca e per chi la fa.
I primi che rischiano di pagare un prezzo particolarmente caro sono come sempre i lavoratori precari, cioè coloro che rappresentano sicuramente il presente e dovrebbero rappresentare il futuro degli enti Pubblici di Ricerca. Il Ministro Brunetta, sempre insieme ai Presidenti, ha identificato come precari una piccola porzione degli stessi e ha dichiarato di non poterne stabilizzare che una parte infinitesimale. 
Partiamo dai numeri: non 5000 ma almeno il doppio (stima per difetto). Passiamo alle stabilizzazioni: bloccarle è una scelta ideologica. In realtà per il bene della ricerca vanno estese.
È chiaro che le scelte governative trovano il consenso dei Presidenti degli enti che ritrovano così uno strumento di gestione, i concorsi, che ha largamente dimostrato di non corrispondere a criteri di merito e trasparenza. Anzi, sono uno strumento nepotistico e clientelare. 
Se si vuole davvero rilanciare la ricerca pubblica c’è solo una strada percorribile, quella degli investimenti.
Investire per dare garanzie a chi oggi la ricerca la fa sul campo e non ha nessun riconoscimento, neanche un contratto di lavoro dignitoso. Investire per migliorare le condizioni nelle quali si fa ricerca Investire per allargare i campi di intervento della ricerca pubblica
 Crediamo che non si possano fare passi indietro su una questione così delicata per i lavoratori della ricerca, ma anche per il Paese.                                                 
Per questo venerdì 5 dicembre chiamiamo i lavoratori precari e di ruolo del comparto allo sciopero su una piattaforma chiara; a sostegno di una proposta di legge che, attraverso la riforma dell’organizzazione del lavoro e dei sistemi di reclutamento, inneschi un percorso virtuoso che rilanci tutto il comparto
La proposta di legge sarà presentata in occasione dell’assemblea nazionale sul precariato nei settori della ricerca e della formazione che si terrà il 16 dicembre presso l’Istituto Superiore di Sanità.
Contro il perpetuarsi del precariato

Per il completamento delle stabilizzazioni

Contro il lavoro nero dei falsi cococo, assegni di ricerca e delle borse di studio a vita

Per la trasformazione delle forme atipiche in contratti a tempo determinato e programma pluriennale di assorbimento in ruolo

Per l’allargamento delle piante organiche e investimenti nella ricerca pubblica

Contro gli illusori concorsi “baronali








 Giovedi 27 novembre 2008

MERITOCRAZIA, MERITO E DIRITTI

TUTTI DAVANTI AL MINISTERO DELLA FUNZIONE PUBBLICA CONSEGNA DEI CURRICULUM DEI LAVORATORI PRECARI DELLA RICERCA AL MINISTRO BRUNETTA
Presidenti degli Enti e Brunetta bloccano le stabilizzazioni e lavorano per mantenere la precarietà negli enti di ricerca. Il pretesto è una supposta meritocrazia che troverebbe realizzazione attraverso lo strumento del concorso pubblico, mentre in sostanza si ripropongono le stesse dinamiche che in passato sono state fonte di clientele nella gestione del personale.

Noi vogliamo pubblicamente smontare questo pretesto sfidando il Ministro sul terreno che lui pratica nel tentativo di distruggere la ricerca pubblica.
I precari della ricerca dopo anni di lavoro sfruttato e malpagato meritano di essere assunti a tempo indeterminato, meritano di avere una prospettiva di vita un po’ meno incerta, meritano di avere diritti e garanzie come i loro colleghi di ruolo.
Hanno maturato questo diritto e questo merito sul campo in tutti questi anni, nei quali in Enti spesso fatiscenti e con strutture arcaiche a causa degli scarsi investimenti dei governi sono comunque riusciti a produrre un’impressionante mole di lavoro scientifico.
Noi intendiamo portare al Ministro almeno una parte di questa produzione, anche per dimostrare che i precari della ricerca sono molti di più di quelli che lui vorrebbe far credere e sono più produttivi di chi li vorrebbe mandare a casa .
Per questo invitiamo tutti lavoratori a produrre tutta la documentazione attestante il lavoro svolto in tutti questi anni (come si fa per i concorsi) e portarla giovedì mattina al Ministero dove si svolgerà un presidio che culminerà con la consegna del materiale prodotto dai lavoratori precari.


Giovedì 13 novembre

ALTRO CHE NOTTE BIANCA…
QUESTI SONO I GIORNI NERI DEI PRECARI!

Nell’ambito delle iniziative contro la precarietà della Ricerca e le norme ammazza precari  della coppia Tremonti/Brunetta e con la convinzione che non ci sia niente da festeggiare: ASSEMBLEA GIOVEDÌ 13 NOVEMBRE ORE 10:30 AULA MAROTTA durante l’assemblea sarà proiettato il film-documento di Ascanio Celestini sui precari di Atesia. Poiché oggi, come mai prima d’ora, è necessario chiarire che
 il lavoro precario non è certamente un opportunità che va garantita ma un male da sanare
Che gli obbiettivi a breve termine  per i precari degli Enti Pubblici di Ricerca devono essere
:
·         DARE CONTINUITÀ ALLE STABILIZZAZIONI
·        TRASFORMARE TUTTE LE FORME DI LAVORO ATIPICHE IN CONTRATTI TD
·        APPLICARE LE MODALITÀ DI ASSUNZIONE PREVISTE DALL’ARTICOLO 5  DEL CCNL PER TUTTI GLI ESCLUSI DALLE STABILIZZAZIONI ATTRAVERSO UN PIANO ASSUNZIONI STRAORDINARIO
·         TD E TI UNICHE FORME DI CONTRATTO PER GLI EPR




CHI E' RESPONSABILE DEL PRECARIATO NELLA RICERCA?

Da anni combattiamo contro il precariato, indiduando come controparte  gli enti di ricerca che illegalmente hanno assunto falsi collaboratori, borsisti ed assegni di ricerca. Per anni abbiamo lottato per assumere e stabilizzare. Sempre, oltre ai governi, gli enti si sono più o meno opposti, hanno incrementato senza controllo e razionalità il numero dei precari, ben oltre le piante organiche, ben oltre le possibilità di dare prospettiva ai lavoratori.

In questi anni l'USI RdB Ricerca ha denunciato il sistema di cogestione e di mantenimento del precariato (a tutto danno dei precari), un sistema che non poteva prescindere dall'assenso di quei sindacati concertativi che hanno "sposato" la legge 30 e che combattono il precariato solo retoricamente.

La notte bianca organizzata all'Istituto Superiore di Sanità e l'assicurata partecipazione di alcuni Presidenti degli Enti di Ricerca chiude un cerchio che chiarisce le responsabilità: i presidenti, non sono più controparte, ma diventano alleati se c'è da scioperare su una piattaforma che non parla di precari (se non di stabilizzandi), che non parla di assunzioni ma di mantenimento dell'esistente.

La manifestazione della notte bianca dimostra che la coesione tra chi ha creato 15 000 precari e non li assume e chi retoricamente e solo nei luoghi di lavoro ma non nelle sedi istituzionali manifesta contrarietà al precariato è reale.

Altro che controparti, i sindacati confederali manifestano insieme ai datori di lavoro....
  


Venerdì 7 novembre

PRESIDIO DAVANTI ALL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ

(ore 11:00 VIALE REGINA ELENA 299)

SEDE DEL PRESIDENTE DEL COMITATO DI SETTORE DEGLI ENTI DI RICERCA

 

Nell’ambito dell’attacco ai lavoratori precari maturato da Brunetta con la legge 133 e l’emendamento ammazza-precari, il movimento dei precari della ricerca ha indotto il Ministro ad un momento di riflessione almeno sulle peculiarità che il lavoro precario assume nel nostro comparto.

Un momento di riflessione affidato ad una commissione composta da cinque Presidenti degli Enti di Ricerca.
Nel recente documento dei DG degli Enti inviato alla commissione risulta evidente la visione assolutamente parziale del fenomeno precariato. Infatti vengono presi in considerazione esclusivamente i contratti a TD, si ignora la stragrande maggioranza dei precari che sono CoCoCo, Assegnisti, Borsisti e quant’altro. Risulta chiaro l’interesse a mantenere lo status quo da parte della dirigenza degli Enti e di qualche organizzazione sindacale.

 
NOI NON INTENDIAMO LOTTARE PER IL MANTENIMENTO DELL’ESISTENTE!

 USI/RDB SI È SEMPRE BATTUTA E CONTINUERÀ A BATTERSI PER IL SUPERAMENTO DELLA PRECARIETÀ COME CONDIZIONE LAVORATIVA E DI VITA

 Inoltre anche in relazione agli stabilizzandi, non c’è alternativa reale alla prosecuzione del processo di stabilizzazione. I concorsi non sono una soluzione. Oltre a risultare offensivi per chi una selezione l’ha già superata e lavora negli Enti da sette, otto, dieci anni, rappresentano un’incognita inaccettabile.

 CONTINUARE IL PROCESSO DI STABILIZZAZIONE!

ESTENDERE IL DIRITTO ALLA STABILIZZAZIONE ATTRAVERSO UN PERCORSO GRADUALE ANCHE A TUTTI I PRECARI ESCLUSI DALLE LEGGI FINANZIARIE CHE PREVEDA NELL’IMMEDIATO  IL PASSAGGIO PER TUTTI A TEMPO DETERMINATO
 
Siamo convinti che la soluzione precariato non può essere affidata a Brunetta e a chi, come i Presidenti degli Enti, il precariato l’ha creato e ha tutto l’interesse a mantenerlo.

 Ci devono stare a sentire! Iniziamo dalla Commissione,

VENERDÌ 7 NOVEMBRE 2008
PRESIDIO DAVANTI ALL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ
(ORE11:00 VIALE REGINA ELENA 299)







                                                                                               

UNA CATENA UMANA PER RESISTERE ALL’ONDATA BRUNETTA

30 ottobre, Roma, da Viale Regina Elena 299 a via De Lollis 12 - partenza ore 11.00

Domani, 30 ottobre, presso gli uffici della Direzione Provinciale del Lavoro di Roma, si svolgerà il tentativo di conciliazione tra l’Istituto Superiore di Sanità e circa 300 precari, che chiedono venga loro riconosciuta la qualità di lavoro subordinato per il servizio svolto con contratti Co.co.co ed altre forme atipiche.

L’ISS si avvale ormai da anni di questi lavoratori che, contrariamente a quanto previsto dai loro contratti, sono perfettamente interni all’organizzazione del lavoro dell’Istituto e svolgono le normali attività al pari dei loro colleghi di ruolo. Grazie a questi lavoratori l’ISS è infatti in grado di affrontare i compiti previsti dalla sua missione, comprese le attività istituzionali: dal controllo dei vaccini al controllo ambientale, le emergenze sanitarie e le ricerche di rilievo internazionale. Per l’Usi-RdB questi lavoratori sono a pieno titolo dipendenti dell’ISS e devono pertanto avere un contratto che li restituisca alla legalità e garantisca i loro diritti finora negati. A sostegno della vertenza dei precari ISS l’Usi-RdB ha organizzato per domani, dalle ore 11.00, una catena umana che partirà dalla sede dell’ISS, in Viale Regina Elena 299, e raggiungerà la Direzione Provinciale del Lavoro di Roma, in via Cesare De Lollis 12, dove si terrà un presidio dei lavoratori. 


L’USI/RdB continuerà a lottare contro tutti i provvedimenti del Ministro Brunetta, che bloccano le stabilizzazioni e licenziano i precari della ricerca, per arrivare alla stabilizzazione di tutti i precari degli Enti di Ricerca, qualsiasi sia la forma contrattuale loro applicata.




CHE FA, CONCILIA?

Il Governo dopo aver approvato una finanziaria che manda a casa i precari e decurta le piante affossando definitivamente la ricerca pubblica, oggi promette il nulla:

·      promette agli stabilizzandi la riserva del 40% ai concorsi che da anni sono legati ai soli pensionamenti e che oggi vengono ulteriormente ridimensionati ma non garantisce l’illicenziabilità

·      promette ai TD l’applicazione del contratto che prevede il rinnovo fino a 5 anni… e dopo?

·      dimentica completamente CoCoCo ed esternalizzati che per questo Governo sono e devono restare invisibili

NOI NON CI STIAMO!

Nell’ambito delle iniziative di lotta contro la legge 133 Brunetta-Tremonti e art 37 Bis del collegato, che in questi giorni hanno visto la partecipazione numerosa di tutti i lavoratori ISS, il tentativo di conciliazione tra ISS e circa 300 CoCoCo rappresenta un’occasione per l’ISS, dopo anni di utilizzo improprio di questi lavoratori, di sanare questa aberrazione.

Nella conciliazione che si terrà presso l’ispettorato del lavoro i lavoratori chiederanno  il riconoscimento del servizio prestato negli anni per quello che realmente è stato e continua ad essere: lavoro subordinato a tutti gli effetti! E quindi valutabile ai fini del processo di stabilizzazione.